Il programma Horizon Europe: un’economia sostenibile trainata da innovazione e ricerca.

Risorse proprie UE
Risorse proprie UE

Lo scorso dicembre, l’Europarlamento e il Consiglio dell’Unione Europea (UE) hanno rispettivamente approvato e adottato il Regolamento che ha istituto il Quadro Finanziario Pluriennale (QFP) per il periodo 2021-2027. Tra le novità di rilievo, si registra l’aumento delle dotazioni economiche destinate al programma quadro Horizon Europe, rafforzato rispetto al progetto pilota Horizon 2020. Nello specifico, le risorse di cui disporrà lo strumento di sostegno finanziario in esame ammonteranno a circa 95,5 miliardi di euro, ripartiti su tre pilastri di investimento: Eccellenza scientifica (25,8 mld); Sfide globali e competitività industriale europea (52,7 mld); Europa innovativa (13,5 mld)[1].

La maggior parte della dotazione destinata al programma rappresenterà una grande opportunità per il rilancio del nostro sistema economico che, in linea con i principi guida del programma stesso, dovrà essere trainato da investimenti in Ricerca e Innovazione (R&I), coinvolgendo come attori principali le piccole e medie imprese (PMI), così come le start-upnazionali.

I settori d’investimento

Il programma Horizon Europe prevede, all’interno del suo secondo pilastro, 5 settori di missione, costituiti da un novero di azioni disciplinare volte a garantire, in un dato periodo di tempo prestabilito, un impatto sociale efficace e l’adozione di politiche a favore dei cittadini europei. Nello specifico, le aree di intervento considerate sono: Adattamento ai cambiamenti climatici, comprese le trasformazioni socialiSalute degli oceani, dei mari e delle acque costiere e interneCancroCittà intelligenti e climaticamente neutreProdotti alimentari e salute del suolo[2].

L’accesso alle risorse economiche rappresenterà un’importante opportunità per il rilancio economico delle PMI italiane, ma l’ottenimento delle stesse sarà subordinato al rispetto di tre criteri qualitativi che i progetti presentati dovranno possedere: l’eccellenza; l’impatto; la qualità ed efficienza della relativa dell’attuazione[3].

I criteri e i costi rimborsabili ammissibili

Un ulteriore criterio di selezione riguarderà la capacità finanziaria dei potenziali proponenti (PMI, start-up, università, centri di ricerca, ONG, che potranno richiedere finanziamenti singolarmente o uniti in consorzi) di progetti i cui costi esigano un sovvenzionamento superiore a 500.000 euro.

Ai suddetti vantaggi economici per il settore industriale italiano, sarebbero aggiunti anche quelli derivanti dalla prevista assistenza per l’utilizzo di nuove tecnologie.

Il nuovo programma prevederà la possibilità di rimborso fino al 100% dei costi “ammissibili” per i progetti da presentare nel settore “ricerca e innovazione”.

Saranno altresì previsti rimborsi per i progetti di innovazione, i cui costi ammissibili potranno essere rimborsati fino al 70%, fino a giungere alla copertura totale, se presentati da soggetti giuridici senza scopo di lucro. Per i progetti cofinanziati, invece, il rimborso dei costi totali ammissibili potrà raggiungere almeno il 30% che, in casi specifici, potrebbe arrivare al 70% di rimborso totale degli stessi[4].

I costi rimborsabili indiretti

Il programma prevederà anche la copertura dei cosiddetti “costi ammissibili indiretti”, ovvero quei costi prettamente gestionali delle PMI, nella misura pari al 25% dei costi diretti ammissibili.

Le PMI, così come le organizzazioni del terzo settore, potranno usufruire di un’opportunità di rilancio economico-occupazionale grazie al sostegno di Horizon Europe, in un’economia sempre più fondata sulle conoscenze e sulle tecnologiche, quanto mai necessarie ad affrontare la transizione digitale, per la quale gli investimenti nel nostro Paese risultano carenti.

Le carenze di investimenti nazionali nel settore della digitalizzazione

Dall’ultima relazione semestrale 2020 della Commissione europea sulle riforme strutturali e sugli squilibri macroeconomici, è emerso come oltre la metà delle imprese italiane è caratterizzata da un basso livello di investimenti nelle tecnologie digitali[5].

Anche la spesa per Ricerca e Sviluppo risulta particolarmente ridotta: nel 2018, ha raggiunto solo lo 0,5% del PIL, il secondo livello più basso tra i Paesi europei. Nonostante gli investimenti delle imprese italiane in tale settore risultino in aumento negli ultimi due anni, il livello rimane di gran lunga al di sotto della media UE, che si attesta all’1.41%.

Il Consiglio europeo per l’innovazione

Per ridurre questo gap, il mondo industriale italiano potrà servirsi di un utile strumento che opererà in Horizon Europe, quale il Consiglio europeo per l’innovazione (CEI), la cui funzione principale sarà quella di fornire assistenza economica e logistica alle PMI e alle start-up cosiddette “pionieristiche”[6].

I benefici di Horizon Europe sull’economia italiana

Dalle stime sui potenziali effetti di Horizon Europe sugli investimenti in R&I, si rileva che, attraverso i fondi veicolati dal programma quadro nel periodo di riferimento 2021-2027, il nostro Paese potrebbe avere una crescita media del PIL compresa tra lo 0,08% e lo 0,19%. 

Gli investimenti dell’UE in tale settore genereranno, direttamente, fino a 100.000 nuovi posti di lavoro nel periodo 2021-2027, ma anche una crescita indiretta che potrebbe crearne ulteriori 200.000 nel periodo 2027- 2036, il 40% dei quali altamente specializzato[7].

Sebbene gli impatti effettivi di Horizon Europe si vedranno solo in un arco di tempo lungo (il primo piano strategico quadriennale dovrebbe essere adottato nel febbraio 2021 e i relativi programmi di lavoro dovrebbero essere pubblicati nell’Aprile 2021), tale meccanismo potrebbe rappresentare un’opportunità di rilancio economico per la realtà industriale italiana, nonché un utile strumento di riorganizzazione produttiva in una fase di transizione verso un nuovo paradigma economico, i cui capisaldi saranno costituiti dalla sostenibilità dei processi produttivi e dal rispetto dell’ambiente.


[1]Commissione europea, Proposta di Regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce Orizzonte Europa – il programma quadro di ricerca e innovazione – e ne stabilisce le norme di partecipazione e diffusione, COM/2018/435 final, Bruxelles, 7 Giugno 2018, pp. 35-36.

[2] Commissione europea, Horizon Europe – Il futuro programma di investimenti dell’Unione Europea per la ricerca e l’innovazione (2021-2027), Bruxelles, 2020.

[3] https://ec.europa.eu/info/horizon-europe_en.

[4]https://ec.europa.eu/commission/presscorner/detail/en/IP_20_2345

[5]Nello specifico, nel 2019 è stato misurato il livello di digitalizzazione delle imprese italiane dall’Eurostat e da tale misurazione è emerso che il 41,8% delle stesse aveva un indice di intensità digitale molto basso, considerata la media UE del 38,6%.

[6] Aziende che sviluppano tecnologie innovative le quali potrebbero creare un nuovo mercato e con un alto tasso di rischio d’impresa.

[7] Commissione europea, Proposta di Regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce Orizzonte Europa – il programma quadro di ricerca e innovazione – e ne stabilisce le norme di partecipazione e diffusione, COM/2018/435 final, Bruxelles, 7 Giugno 2018, pp. 35-36.

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  1. Articolo interessante e ben scritto! Denota la propensione per l’argomento ed è evidente l’entusiasmo con cui è stato affrontato. Continuerò a seguirti con interesse.
    Antonio.

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