Intelligenza artificiale e diritto

L‘intelligenza Artificiale: nascita

L’intelligenza artificiale (IA) è un filone dell’informatica che consente la progettazione e la programmazione di sistemi dotati, sia nell’hardware[1] che nel software[2], di caratteristiche umane, come per esempio la conoscenza di dati astratti o la percezione visiva.

L’IA nasce nel 1956 durante la Conferenza di Dartmouth, un convegno svoltosi in America. Proprio in questo incontro, si parlò per la prima volta di intelligenza artificiale, nota in quegli anni come “sistema intelligenza”. Era l’epoca dei primi computer e dell’inizio dell’informatica e, intorno al progetto di sviluppo dell’IA, vi erano molte aspettative e anche molte speranze viste, in quel periodo, come una vera sfida.

Dopo la Conferenza di Dartmouth

A questo congresso, seguì una seria di esperimenti che portarono il sistema informatico ad evolversi attraverso lo sviluppo di software, come il programma di linguaggi Lisp ideato, nel 1958, da John McCarthy.

Questi studi condussero al perfezionamento di macchine sempre più complesse e, con gli anni 2000 e l’evoluzione della rete internet attraverso la rivoluzione digitale, l’IA è entrata sempre di più a fare parte delle nostre vite. Oggi, lo studio dell’intelligenza artificiale è un perno centrale della ricerca di molti paesi.

Tale strumento, grazie ad una serie di algoritmi specifici creati attraverso dei programmi, è in grado di incrementare le proprie potenzialità e, qualora previsto, anche di correggersi autonomamente.

L’intelligenza artificiale nella vita di tutti i giorni

L’errore comune che spesso viene commesso consiste nella convinzione che l’uso di sistemi intelligenti sia molto lontano dalla nostra quotidianità oppure che esso sia associato esclusivamente ai cosiddetti Robot.

In realtà, l’IA è molto utilizzata nelle attività giornaliere: per esempio, i programmi di riconoscimento vocale utilizzati da diversi smartphone derivano da algoritmi base dell’intelligenza artificiale, che sono anche in grado di riconoscere se il proprietario del dispositivo si sta muovendo a piedi o tramite veicolo; vi sono settori in cui l’IA viene impiegata fungendo da regolatore, come il mercato azionario, la medicina e la robotica. In ambito medico, per esempio, l’Intelligenza Artificiale si usa per l’analisi del battito cardiaco, nelle diagnosi di alcune forme tumorali e nella realizzazione di robot di accompagnamento.

Il campo dell’IA e la sua regolamentazione sono, oggi, al centro del dibattito giuridico. I rapporti fra tecnologia e diritto sono, infatti, si inseriscono in una disciplina recente e in continua evoluzione.

La macchina della giustizia matematica” di O. Mannoni

Inizialmente, il collegamento fra la scienza e il diritto si basava su tesi molto critiche, viste dagli stessi autori come un’opportunità futura che, però, non doveva avvenire. Si pensi, per esempio, all’opera “La macchina della giustizia matematica” di O. Mannoni[3], in cui quest’ultimo immagina l’esistenza di una colonia gestita da una macchina, la quale, in base ai dati inseriti, emette una sentenza azzerando gli errori derivati dal giudizio umano.

In questo libro, Mannoni esprime molta perplessità per quanto riguarda la matematizzazione del diritto che, a suo avviso, non può essere ridotto all’elaborazione sintetica di un dispositivo elettronico che, se pur preciso, pronuncia decisioni senza distinzioni, ossia senza tenere conto delle circostanze che possono essere attenuanti o che possono giustificare la condotta umana messa in atto.

Intelligenza artificiale e diritto

Nonostante ancora oggi permangono delle forti critiche sul rapporto fra diritto e scienza, la dimensione giuridica è sempre più pervasa dalla digitalizzazione informatica: si pensi, ad esempio, all’ipotesi del processo telematico.

Per semplificare, inoltre, la macchina burocratica, vi sono oggi dei progetti che prevedono l’uso dell’intelligenza artificiale e della robotica al fine di garantire un nuovo approccio all’erogazione dei servizi legali: a tal proposito, si parla di  “Machine-Learning[4], un metodo di analisi che, nel caso di specie, consentirebbe l’offerta di tali servizi tramite l’interazione diretta con una macchina apposita che avrà il compito di valutare il problema, fornendo lo strumento adeguato senza l’intervento umano, ma anche di elaborare e imparare dai dati appresi.

Uso della IA nel campo giuridico

L’uso dell’IA nel campo giuridico potrebbe, nonostante le perplessità e secondo alcuni, aumentare in termini quantitativi. Se è vero che l’intelligenza artificiale migliorerebbe enormemente le nostre vite e, nello stesso tempo, permetterebbe di smaltire velocemente la macchina burocratica anche dei processi, essa pone, però, anche numerose e complesse problematiche sul piano giuridico, come la risoluzione di questioni che non siano rilevanti solo sotto il profilo quantitativo, ma anche dal punto di vista qualitativo, poiché concernenti i diritti fondamentali, il rispetto e la tutela dei dati personali.

IA e Diritto: le prospettive

L’uso dell’IA in ambito normativo, inoltre, porterà al sorgere di nuove tematiche, come la responsabilità civile per le condotte derivate da errori commessi dall’Intelligenza Artificiale stessa,  le tutele da applicare ai consumatori e ai lavoratori, la responsabilità di queste “macchine intelligenti” usate nei territori di guerra o anche solo come controllo del territorio statale in caso di danni o, ancora, la responsabilità civile nell’ottica dei danni determinati da pratiche commerciali poste in essere da software o macchine senza intervento umano.

Indagare i possibili scenari e trovare delle soluzioni è cruciale, in quanto l’intelligenza artificiale, come abbiamo visto anche di recente con la pandemia da Covid-19, risulta un elemento essenziale per la nostra società.


[1] Insieme delle componenti fisiche del sistema dati, non modificabili come alimentatori, elementi circuitali fissi, unità di memoria e altro.

[2]Insieme delle procedure e delle istruzioni in un sistema di elaborazione dati; si identifica con un insieme di programmi. 

[3] B. Romano, Algoritmi al potere. Calcolo giudizio pensiero, Giappichelli Editore, Collana Università degli Studi ” Sapienza” di Roma. Accademia internazionale di filosofia del diritto, p. 125., 2018.

[4]https://www.sas.com/it_it/insights/analytics/machine-learning.html; sito visitato in data 25/05/2020 ore 11.15.

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