A distanza di alcuni mesi, le criticità e le trasformazioni già emerse nel dibattito che ha accompagnato la conferenza “From Heritage to Horizon: Youth as Cultural Bridges in ASEAN–Italy Relations” appaiono ancora più evidenti. Le tensioni geopolitiche, la frammentazione degli equilibri internazionali e la competizione tra grandi potenze hanno infatti confermato la rilevanza strategica del Sud-Est asiatico e, al tempo stesso, l’importanza di rafforzare spazi di cooperazione tra Europa e ASEAN. Anche per questo, occasioni di confronto tra mondo accademico, giovani e istituzioni si rivelano sempre più utili per interpretare una fase internazionale segnata da crescente complessità.
Promosso dall’ASEAN Youth Organization e dal Cenacolo di Studi Diplomatici e Internazionali dell’Università LUMSA, in collaborazione con l’Osservatorio Germania-Italia-Europa (OGIE), l’evento ha mostrato come regioni geograficamente lontane possano riconoscersi in valori condivisi, capaci di orientare percorsi di cooperazione e crescita comune. I Paesi del Sud-Est asiatico si confermano infatti interlocutori sempre più rilevanti per l’Unione Europea, grazie alla loro capacità di coniugare crescita economica, pluralità culturale e ricerca di stabilità politica. In questa prospettiva, la conferenza ha rappresentato non solo un’occasione di approfondimento accademico, ma anche un laboratorio di idee sulle nuove forme di cooperazione internazionale.
Equilibrio e autonomia in un mondo frammentato
Negli ultimi mesi, il Sud-Est asiatico ha confermato la propria centralità nello scenario internazionale. Un passaggio particolarmente significativo si è avuto nell’ottobre 2025, con la prima missione asiatica di Donald Trump dopo il ritorno alla Casa Bianca, durante la quale Washington ha cercato di riaffermare la propria presenza nella regione attraverso una combinazione di iniziative diplomatiche, intese commerciali e accordi strategici. In quel contesto, gli Stati Uniti hanno concluso accordi sui minerali critici con Malaysia e Thailandia, oltre a definire intese commerciali con Cambogia e Vietnam. Al tempo stesso, la Cina rimane un partner commerciale essenziale per gran parte dei membri dell’ASEAN e continua a perseguire una strategia coerente e di lungo periodo, basata su investimenti infrastrutturali e interconnessioni economiche stabili nell’area. Si tratta di una linea di continuità che contrasta con l’approccio più discontinuo e talvolta imprevedibile delle politiche tariffarie adottate da Washington.
Questa complessità di posizionamento, tra le pressioni di due grandi potenze e la necessità di preservare autonomia decisionale, potrebbe spingere i Paesi del blocco a rafforzare la propria coesione interna. In un’intervista al Financial Times del 23 ottobre 2025, il Primo Ministro di Singapore, Lawrence Wong, ha osservato che il contesto geopolitico attuale potrebbe accelerare il percorso di integrazione dell’ASEAN, favorendo la nascita di un mercato più competitivo e attrattivo. I dazi imposti dagli Stati Uniti rappresenterebbero dunque un ulteriore stimolo a lavorare con maggiore urgenza verso una più ampia autosufficienza e coordinamento regionale. Nonostante alcuni successi diplomatici del tour asiatico di Trump, le misure tariffarie americane hanno rappresentato un campanello d’allarme, inducendo diversi Paesi del Sud-Est asiatico a rivalutare le proprie aspettative nei confronti di Washington e a ripensare la propria strategia di lungo periodo, orientandosi verso un approccio più pragmatico e diversificato.
Crescita economica e stabilità in una regione complessa
Non è un caso che i Paesi dell’ASEAN vengano oggi considerati attori chiave nel panorama del commercio e degli investimenti internazionali. Solo nel 2023, le economie dell’area hanno attratto investimenti diretti esteri per circa 230 miliardi di dollari, confermando il ruolo della regione come uno dei principali poli di crescita globale. I tassi di espansione sostenuti hanno portato a stime che prevedono il raggiungimento di un prodotto interno lordo complessivo di quasi 6.000 miliardi di dollari entro il 2029, con un raddoppio in dieci anni rispetto ai circa 3.200 miliardi registrati nel 2019. Negli anni, la regione aveva già beneficiato degli attriti politici e commerciali tra Washington e Pechino, divenendo un vero e proprio hotspot per gli investimenti delle multinazionali interessate a diversificare le proprie catene di approvvigionamento e a ridurre la dipendenza dalla Cina.
Ma il valore dell’ASEAN non risiede soltanto nella sua dimensione economica, bensì anche nella capacità storica di garantire stabilità e coesione in una delle regioni più eterogenee e complesse del pianeta. Il Sud-Est asiatico, in passato spesso definito “i Balcani dell’Asia” per la sua frammentazione e il potenziale di instabilità, è riuscito negli ultimi decenni a mantenere la pace e a evitare conflitti di ampia portata. Un risultato che si deve in larga misura al ruolo dell’Associazione come piattaforma di dialogo, mediazione e cooperazione regionale. Nel tempo, l’ASEAN ha potuto così vantare un notevole successo nel preservare la pace e nel promuovere lo sviluppo economico, consolidandosi come un fermo sostenitore del multilateralismo e del libero commercio. Principi sostenuti da una neutralità e da una politica di non allineamento che ne rafforzano la credibilità e la funzione di fattore di equilibrio nello scenario internazionale.
ASEAN ed Europa alla prova del multipolarismo
Quello che percepiamo come uno scenario sempre più instabile e complesso riflette, in realtà, trasformazioni profonde e strutturali nel sistema internazionale. I principali interlocutori globali si sono più volte pronunciati sul tema: viviamo un periodo di transizione verso un mondo frammentato e multipolare. Non sappiamo con certezza quale sarà l’esito di questo processo, ma è evidente che ci attendono tempi complessi, caotici e imprevedibili. Con queste parole, il Primo Ministro di Singapore, Lawrence Wong, ha descritto con grande lucidità il momento storico che stiamo attraversando. Il rischio di un vuoto di leadership, mentre la rilevanza di alcuni attori un tempo marginali cresce rapidamente, potrebbe alimentare competizione e instabilità. In tale contesto, sarà l’incertezza a dominare la politica internazionale: le alleanze si ridisegnano, mentre i Paesi di medie dimensioni sono costretti a una crescente flessibilità strategica per evitare di essere schiacciati tra i grandi centri di potere. Diventa quindi necessario un approccio multilaterale e cooperativo, soprattutto per il Sud-Est asiatico, che può rappresentare un’area in cui la diversità politica e culturale non è un ostacolo, ma una risorsa per costruire equilibrio. Ed è proprio in questo spazio intermedio, tra pragmatismo e ricerca di stabilità, che l’Europa può trovare nell’ASEAN un partner naturale con cui ridefinire il proprio ruolo e la propria autonomia strategica nel mondo di domani.
Il Presidente del Consiglio europeo, António Costa, intervenendo alla cerimonia di apertura del 47º Summit dell’ASEAN a Kuala Lumpur, ha affermato che «insieme siamo una forza combinata a sostegno del multilateralismo. L’Unione Europea è un partner affidabile, prevedibile e degno di fiducia per l’ASEAN». Oggi più che mai, in un mondo caratterizzato da una crescente frammentazione e da nuove competizioni geopolitiche, un ordine multipolare sembra richiedere una cooperazione di natura anch’essa multipolare. In un contesto internazionale attraversato da nuove linee di frattura e da tensioni crescenti, Unione Europea e ASEAN condividono una condizione analoga: entrambe cercano di preservare uno spazio di autonomia strategica, fondato sul multilateralismo, sul rispetto del diritto internazionale e su una visione cooperativa delle relazioni globali. Sebbene il modello integrativo dell’Unione Europea non sia stato adottato in modo diretto dall’ASEAN, i Paesi del blocco rappresentano comunque un esempio riuscito di regionalismo inclusivo, capace di favorire stabilità e cooperazione nell’area.
Un partenariato strategico in espansione
Tra i membri dell’ASEAN, il Vietnam si conferma uno dei partner più dinamici e strutturati nei rapporti con l’Unione Europea. Nel 2025 Hanoi e Bruxelles hanno celebrato i trentacinque anni dall’avvio delle loro relazioni diplomatiche, un percorso che ha conosciuto una significativa accelerazione grazie all’Accordo di libero scambio UE–Vietnam (EVFTA), entrato in vigore il 1° agosto 2020. A rafforzare ulteriormente questo legame è intervenuto, nel gennaio 2026, l’innalzamento dei rapporti a Comprehensive Strategic Partnership, segnale della volontà di ampliare la cooperazione non solo sul piano commerciale.
Gli impulsi provenienti dal contesto internazionale potrebbero favorire nuovi sviluppi anche nei rapporti tra l’Unione Europea e gli altri Paesi ASEAN, aprendo ulteriori opportunità di cooperazione e crescita condivisa. Dopo gli accordi già in vigore con Singapore e Vietnam, l’Unione Europea ha finalizzato nel settembre 2025 i negoziati per il CEPA con l’Indonesia; parallelamente, ha rilanciato o proseguito i negoziati commerciali con Malaysia, Filippine e Thailandia. In questa prospettiva, l’UE può offrire competenze e capacità che si inseriscono pienamente nelle priorità di molti Paesi del Sud-Est asiatico, in settori chiave come la transizione energetica, la digitalizzazione, l’automazione industriale e la sanità.
La via della cooperazione economica, culturale e giovanile
Resta sullo sfondo, tuttavia, un deficit di consapevolezza riguardo alle opportunità offerte dal Sud-Est asiatico, e permane un ampio margine per una maggiore presenza europea nella regione. Proprio in questa direzione si collocano le numerose iniziative istituzionali promosse negli ultimi anni da governi, organizzazioni europee e organismi multilaterali, volte a rafforzare il dialogo politico ed economico con i Paesi dell’ASEAN. L’Unione Europea, attraverso la Commissione e il Servizio europeo per l’azione esterna, ha progressivamente intensificato il proprio impegno per sviluppare partenariati più strutturati, sia a livello bilaterale sia regionale. Ne sono un esempio proprio gli Accordi di libero scambio già in vigore, come l’EVFTA con il Vietnam e l’accordo con Singapore, insieme a quelli attualmente in fase di negoziazione con altri Stati membri.
A questi strumenti si affiancano piattaforme di cooperazione economica come l’EU–ASEAN Business Council e il ASEAN-EU Business Summit, che riuniscono rappresentanti istituzionali, imprenditori e investitori con l’obiettivo di promuovere scambi commerciali e investimenti sostenibili. Accanto a questo quadro politico ed economico, le iniziative culturali e accademiche svolgono un ruolo altrettanto decisivo nel consolidare relazioni profonde e durature. In questa prospettiva, università, centri di ricerca e osservatori specializzati hanno contribuito in modo crescente, negli ultimi anni, a rafforzare la conoscenza reciproca tra Europa e ASEAN e a formare nuove generazioni sensibili alla cooperazione internazionale.
In un contesto internazionale sempre più complesso Europa e Sud-Est asiatico possono svolgere un ruolo di equilibrio e cooperazione, promuovendo un multilateralismo inclusivo, fondato sul rispetto del diritto internazionale, sulla collaborazione economica e sulla valorizzazione delle relazioni umane. Le due regioni hanno oggi l’opportunità di dimostrare che la stabilità globale nasce dal dialogo e dalla fiducia reciproca e non dal mero utilizzo della forza.
Il futuro sviluppo delle relazioni tra Europa e ASEAN dipenderà dalla capacità di entrambe le parti di trasformare il dialogo in azione. Il legame esistente dovrà essere rinnovato e rafforzato per rispondere con efficacia alle sfide del presente.
Per l’Europa, mancare questa opportunità significherebbe rinunciare a un ruolo attivo nella ridefinizione degli equilibri mondiali e rimanere ai margini di un processo destinato a trasformare le dinamiche politiche ed economiche globali.
– Fabio Figiaconi, “ASEAN: incognita Trump 2.0 sull’hub ambizioso,” ISPI – Istituto per gli Studi di Politica Internazionale, 10 gennaio 2025.
– EU–ASEAN Business Council, Elevating EU–ASEAN Relations: Towards Modern and Innovative Trade Agreements and Strategic Cooperation, marzo 2025.
– Transcript of Prime Minister and Minister for Finance Lawrence Wong’s interview with the Financial Times’ Editor, Roula Khalaf, 21 October 2025, Singapore Government Agency Website.
– Xhoi Zajmi, “Vietnam strengthening EU relations after 35 ‘remarkable’ years, says foreign minister,” Euractiv, 23 ottobre 2025.
– Barbara Weisel, “For ASEAN Members, Trump’s Bilateral Trade Deals May Be the Least-Worst Option,” Emissary, 27 ottobre 2025.
