Due donne vestite di bianco con una cinta rossa e con una ghirlanda di fiori gialli e verdi sul capo attraversano una brace

Per molti l’Estonia è un Paese ancora poco conosciuto, ma, potete starne certi, ricco di tradizioni e posti da scoprire. Data la rigidità dell’inverno – che va da dicembre a marzo –, e l’umidità dei suoi autunni, il periodo migliore per visitare il Paese è sicuramente l’estate. In questo periodo, infatti, le giornate sono più lunghe e relativamente più calde ed è decisamente più piacevole per gli estoni e per i visitatori stare all’aria aperta.

Proprio per festeggiare la bella stagione, nella notte tra il 23 e il 24 giugno si celebra la Jaanipäev.

Ma di cosa si tratta esattamente? Questa festa ha radici antiche risalenti all’epoca pagana. Pare che, durante la notte del 23 e 24 giugno, le streghe usassero correre per i campi, lanciando incantesimi, assicurando un buon raccolto e portando, così, prosperità ai contadini estoni. Col tempo (e con la cristianizzazione dell’area) questa festa è servita a contrassegnare il passaggio, nel calendario agricolo, tra la primavera e l’estate.

Oggi la festività – che cade nello stesso periodo del solstizio d’estate e coincide con la festa cristiana di San Giovanni Battista – nei Paesi baltici è l’appuntamento più atteso dell’anno. È una notte magica e viene tradizionalmente celebrata nelle campagne, dove la gente si reca per ballare, cantare e divertirsi tra i falò, alla ricerca del fiore mistico, la felce, che si dice sbocci soltanto durante questa notte e porti fortuna a chiunque la trovi.

La partecipazione a questa ricorrenza è molto importante per gli estoni, al punto che, come affermato dallo studioso finlandese Lauri Honkonon partecipare ai riti tradizionali può portare addirittura sfortuna e… catastrofi!

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