27 gennaio. Memoria: «vaccino contro l’indifferenza»

Con la risoluzione 60/7 del 1º novembre 2005, l’Assemblea generale delle Nazioni Unite ha votato l’istituzione della Giornata della Memoria, che ricorre ogni anno il 27 gennaio. Lo scopo di questa giornata è quello di conservare la Memoria di un tragico ed oscuro periodo della storia europea e mondiale, affinché simili eventi non possano mai più accadere.

Perché proprio il 27 gennaio?

Perché fu proprio in questo giorno che nel 1945 le truppe dell’Armata Rossa, con l’offensiva Vistola-Oder, abbatterono i cancelli del campo di concentramento di Auschwitz, rivelando al mondo l’orrore del genocidio nazifascista.

Discriminazione e razzismo: un pensiero diffuso nel secolo scorso

Il 15 settembre 1935, qualche anno dopo l’ascesa di Hitler al potere, furono emanate due leggi, le cosiddette “leggi di Norimberga”. Queste leggi, che costituirono una tappa fondamentale del processo che portò al genocidio del popolo ebraico, miravano a proteggere la “razza tedesca” e privarono gli ebrei della cittadinanza. Già nel 1936 per le strade e nei luoghi pubblici della Germania iniziarono a comparire i primi cartelli in cui si leggeva: «Gli ebrei qui non sono graditi». Tra il 9 e il 10 novembre del 1938, nella “Notte dei cristalli”, squadre di giovani nazisti fecero irruzione nei quartieri ebraici rompendo vetrine e finestre di case e negozi e dando fuoco alle sinagoghe. Successivamente, anche altri Paesi – tra cui l’Italia – promulgarono leggi discriminatorie nei confronti di ebrei, zingari, persone omosessuali e oppositori politici.

I campi di concentramento e sterminio

I campi di concentramento iniziarono a sorgere con l’ascesa al potere di Hitler nel 1933. Avevano lo scopo di reprimere gli oppositori al regime e i nemici del popolo tedesco. Coloro che vi erano tenuti prigionieri venivano classificati con appositi segni per essere distinti. I detenuti erano costretti a lavorare e subire trattamenti disumani; in alcune occasioni erano usati come cavie da esperimento. Nel dicembre del 1939 i campi, si trasformarono in campi di sterminio; qui, nelle camere a gas, morirono tra le cinquantamila e le duecentomila persone[1].

La giornata della memoria oggi

Alcuni recenti avvenimenti – dagli insulti antisemiti alle parole d’odio sui Social, fino alle diverse forme di xenofobia e discriminazione a cui spesso assistiamo – ci ricordano quanto sia facile dimenticare. Quella di oggi, dunque, è una giornata che ci invita non solo a ricordare, ma anche a non voltare la testa di fronte alla diffusione di pensieri razzisti e neofascisti, perché come ha affermato la senatrice a vita, Liliana Segre, sopravvissuta al lager di Auschwitz: «L’indifferenza è più colpevole della violenza stessa, è l’apatia morale di chi si volta dall’altra parte. Succede anche oggi verso il razzismo e altri orrori del mondo. La Memoria vale come vaccino contro l’indifferenza».


[1] Di Nolfo, Ennio. Storia delle Relazioni Internazionali: dal 1918 ai giorni nostri. Gius. Laterza & Figli Spa, 2014.

 

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