Caratteristiche e finalità dello European Green Deal Investment Plan

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Nel lanciare lo European Green Deal – ambiziosamente definito come «la risposta dell’Unione europea ai problemi legati al clima e all’ambiente, che rappresentano il compito che definisce la nostra generazione» –, la Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen e il Vicepresidente Frans Timmermans hanno sottolineato come esso costituisca una vera e propria strategia di crescita per l’Unione. Il piano mira, infatti, a rendere l’Europa il primo continente al mondo a impatto climatico zero entro il 2050, dando contestualmente impulso all’economia, migliorando la salute e la qualità della vita delle persone e tutelando la natura, senza che nessuno venga escluso da questo processo.

Esso prevede una stringente e innovativa tabella di marcia, la cui implementazione è prevista tra il 2020 e il 2021, con azioni riguardanti tutti i settori dell’economia, in particolare i trasporti, l’energia, l’agricoltura, l’edilizia e settori industriali quali l’acciaio, il cemento, le Tecnologie dell’Informazione e della Comunicazione (TIC), i prodotti tessili e le sostanze chimiche. Ad ogni modo, dal momento che lo scoppio della pandemia ha comportato un’inevitabile modifica dell’agenda e delle priorità delle Istituzioni europee, è altamente probabile che le azioni legate al raggiungimento degli obiettivi previsti del piano procederanno con maggiore lentezza.

Investimenti green per mille miliardi di euro

Lo European Green Deal Investment Plan – il piano di investimenti volto a garantire l’attuazione delle azioni previste dallo European Green Deal – è strutturato su tre dimensioni: il finanziamento del progetto; la creazione e lo sviluppo di un quadro comune volto a garantire condizioni adeguate alla realizzazione del piano, mediante iniziative legislative e incentivi; l’organizzazione di un sistema di supporto per le pubbliche amministrazioni e i privati impegnati nell’implementazione del piano.

Per quanto riguarda il finanziamento, il piano prevede uno stanziamento complessivo pari ad almeno mille miliardi di euro da erogare durante il periodo 2021-2030. Tale ingente investimento verrà finanziato, anzitutto, incrementando le risorse già destinate dall’Unione Europea alla lotta ai cambiamenti climatici. Circa la metà del finanziamento, infatti, proverrà dal bilancio dell’UE, mentre la restante parte deriverà da altri investimenti, sia pubblici che privati. A tal proposito, è possibile distinguere cinque macrocategorie di finanziamenti, tra cui rientrano: il bilancio dell’Unione (503 miliardi di euro), l’intervento della Banca europea per gli investimenti (BEI) e di altri partner nell’ambito del programma InvestEU (279 miliardi di euro), il Just Transition Mechanism (JTM) (143 miliardi di euro), il contributo degli Stati membri (114 miliardi di euro) e, infine, lo European Emission Trading System (EU ETS) (25 miliardi di euro).

Just Transition Mechanism (JTM)

In questa sede, si ritiene particolarmente interessante approfondire le caratteristiche e le finalità del Just Transition Mechanism (JTM) – ossia il meccanismo per una transizione giusta –, un innovativo strumento che testimonia non solo la lungimiranza delle politiche climatiche ed energetiche messe in campo dall’Unione, ma anche la costante attenzione prestata dalle Istituzioni europee ai temi della giustizia sociale e della necessità di una crescita economica che non lasci indietro nessuno.

Il JTM rappresenta una delle novità più rilevanti tra quelle introdotte dallo European Green Deal Investment Plan. Si prevede che esso mobiliterà almeno 100 miliardi di euro nel periodo 2021-2027, al fine di supportare e finanziare le realtà più esposte alle sfide della transizione energetica in tutti gli Stati membri. Coloro che potranno beneficiare del meccanismo saranno, infatti, sia i singoli cittadini provenienti dalle fasce sociali potenzialmente più vulnerabili nei confronti della transizione, sia le compagnie operanti nelle industrie più inquinanti in termini di emissioni sia, infine, gli stessi Stati membri e le regioni maggiormente dipendenti dai combustibili fossili e dalle industrie ad elevato impatto ambientale.

I Paesi UE e gli stessi investitori potranno beneficiare dell’assistenza tecnica offerta dalla Commissione europea mediante la Just Transition Platform, nell’ambito della quale sarà inoltre possibile coinvolgere stakeholder di vario tipo, tra cui comunità e autorità locali, parti sociali e organizzazioni non-governative. L’introduzione del JTM si configura, pertanto, come una misura dallo straordinario impatto economico e sociale, proponendo una soluzione concreta, nonché estremamente ambiziosa, all’annoso problema dei costi della sostenibilità ambientale.

Quadro comune e sistema di supporto

È opportuno, inoltre, fare cenno alle due ulteriori dimensioni citate in apertura, ossia il quadro comune e il sistema di supporto. Affinché l’intero piano possa funzionare, è necessario predisporre un assetto regolatorio condiviso, il quale possa garantire l’effettiva sostenibilità ambientale degli investimenti, siano essi pubblici o privati. In tal senso, un ruolo di prim’ordine verrà ricoperto dalla tassonomia europea per la finanza sostenibile, ossia il sistema di classificazione – o “tassonomia” – adottato a livello dell’Unione nel 2019, inteso a fornire alle imprese e agli investitori un linguaggio comune per individuare le attività economiche che possano essere considerate ecosostenibili. Si prevede, in aggiunta, un rinnovato impegno delle Istituzioni europee nel campo della finanza sostenibile, mediante la creazione di un Green Bond Standard europeo, ovvero di uno standard comune per garantire la sostenibilità ambientale di determinati investimenti finanziari.

Per quanto riguarda la dimensione del supporto, questo terzo aspetto si rivelerà di fondamentale importanza per guidare e sostenere sia le pubbliche amministrazioni, sia i privati coinvolti nell’implementazione delle misure previste dal piano. Gli Stati membri, infatti, riceveranno assistenza tecnica per la progettazione e la realizzazione di investimenti sostenibili nell’ambito del Programma di sostegno alle riforme strutturali (SRSP); InvestEU, invece,offrirà un supporto particolare agli investitori finanziari e ai vari soggetti promotori del piano.

Lo straordinario pacchetto di misure lanciato dalla Commissione testimonia l’attenzione delle Istituzioni europee per la profonda coscienza green diffusa in alcuni Paesi del Vecchio Continente. In Europa, ancora una volta, l’attivismo si fa programma politico, trasfondendosi in un progetto organico, lungimirante e all’avanguardia, finalizzato a trovare un equilibrio tra crescita economica e sostenibilità ambientale. L’auspicio è che gli Stati membri possano essere all’altezza della sfida che li attende, la quale non può essere affrontata se non attraverso un’azione coordinata e coesa che renda l’Unione Europea un leader globale nella lotta al cambiamento climatico.

Per quanto riguarda gli aspetti economici, secondo le stime del Fondo Monetario Internazionale (FMI), all’indomani della pandemia avrà luogo una recessione peggiore di quella del 2009, durante la quale soffriranno maggiormente le economie avanzate (-10% di crescita per l’Italia, -7/8% per Francia, Germania e Gran Bretagna, -5% per Giappone e Stati Uniti); al contrario, economie in via di sviluppo, come India e Cina, cresceranno rispettivamente del +2% e del +1%.

Osservando questi dati, è possibile comprendere l’apprensione di quanti auspicano che la ripresa sia figlia di un nuovo modello economico, fondato sul rispetto della biodiversità e sulla lotta al cambiamento climatico. Non bisogna, infatti, dimenticare che, come ha recentemente affermato lo stesso Segretario generale delle Nazioni Unite, António Guterres, la minaccia derivante dal Covid-19, per quanto drammaticamente grave, è tuttavia solo temporanea, mentre la quella relativa al cambiamento climatico, con tutta la sua potenza distruttiva, non scomparirà autonomamente negli anni a venire.

Fonti

D’Alfonso A., European Green Deal Investment Plan: Main Elements and Possible Impact of the Coronavirus Pandemic, EPRS, European Parliament, April 2020.

Erbach G., Impact of the Coronavirus Crisis on Climate Action and the European Green Deal, EPRS, European Parliament, April 2020.

European Commission, Sustainable Europe Investment Plan: European Green Deal Investment Plan, COM (2020) 21, 14 January 2020.

Spinaci S., Sustainable Finance – EU Taxonomy. A Framework to Facilitate Sustainable Investment, EPRS, European Parliament, April 2019.

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