Economia circolare e occupazione: opportunità e costi

Monete e piantine
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Si sente spesso parlare dei costi della sostenibilità ambientale, in termini di crescita e occupazione. Il timore è che l’adozione di un nuovo modello economico, ritenuto troppo dispendioso relativamente agli investimenti, possa, in fin dei conti, danneggiare le aree e i settori economicamente più vulnerabili. Del resto, l’obiettivo principale del Just Transition Mechanism (JTM), una delle colonne portanti dello European Green Deal, è proprio quello di garantire un equilibrio tra crescita economica e sostenibilità ambientale, tra benessere ed ecocompatibilità.

L’economia circolare, un volano per l’economia

Ma è veramente così? Davvero la transizione verso un paradigma economico più attento alle esigenze dell’ambiente comporterebbe gravi perdite in termini di occupazione? Secondo uno studio pubblicato nell’aprile 2019 dalla Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile (SUSDEF), la risposta è decisamente negativa. I ricercatori, infatti, sostengono che puntare sulla green economy possa contribuire al rilancio economico e occupazionale.

Soffermandosi sul caso italiano, essi individuano alcune politiche e misure finalizzate al raggiungimento di cinque obiettivi specifici, tra cui rientrano: una più efficace riduzione dei consumi di energia di abitazioni, scuole e uffici; un forte aumento delle fonti energetiche rinnovabili; un più rapido cambiamento verso l’economia circolare; una migliore qualità delle città con un programma di rigenerazione urbana; una mobilità urbana più sostenibile per abbattere l’inquinamento e la congestione del traffico. Secondo i ricercatori, l’implementazione di tali misure potrebbe generare notevoli effetti positivi sul sistema economico italiano, attivando circa 190 miliardi di investimenti, con 682 miliardi di aumento della produzione e 242 miliardi di valore aggiunto, favorendo la creazione di 800 mila posti di lavoro.

La green economy vista dall’Europa

Per quanto riguarda gli orientamenti delle Istituzioni europee, nel 2015 la Commissione ha adottato un Piano d’azione per l’economia circolare, al fine di accelerare la transizione dell’Unione Europea in tale prospettiva, stimolare la competitività a livello mondiale, promuovere una crescita economica sostenibile e creare nuovi posti di lavoro. Il progetto è stato finanziato attraverso i Fondi strutturali e di investimento europei, Horizon 2020, il Fondo europeo per gli investimenti strategici e il programma LIFE (L’Instrument Financier pour l’Environnement).

Come si evince dall’ultima Relazione sull’implementazione del Piano d’azione per l’economia circolare, tutte le 54 azioni previste dal Piano sono state completate o implementate, accelerando la transizione verso un’economia circolare. Nel 2016, i settori rilevanti in tale ambito hanno impiegato più di quattro milioni di lavoratori – con un aumento del 6% rispetto al 2012 –, mentre si prevede un’ulteriore espansione del mercato del lavoro, in risposta alla crescente domanda di manodopera nel settore dei materiali riciclati. Nello stesso anno, le attività circolari come riparazione, riutilizzo e riciclaggio hanno generato un valore aggiunto di quasi 147 miliardi di euro, a fronte di un investimento di circa 17,5 miliardi di euro. In Europa, il riciclaggio dei rifiuti urbani nel periodo 2008-2016 è aumentato, così come si è registrato un incremento continuo nella domanda complessiva di materiali riciclati.

Lo European Green Deal Investment Plan, promosso dalla nuova Commissione guidata da Ursula von der Leyen, si inserisce nel solco del precedente Piano d’azione per l’economia circolare, perseguendo obiettivi ancor più ambiziosi, tra cui – primo fra tutti – il raggiungimento della neutralità climatica dell’Unione Europea entro il 2050. La creazione di nuovi posti di lavoro, nell’ambito di una strategia di crescita fondata sulla sostenibilità e sul modello dell’economia circolare, resta la colonna portante del progetto proposto dalla Commissione europea.

La costruzione europea e la sfida del cambiamento climatico

La convergenza degli Stati membri dell’Unione sul tema della lotta al cambiamento climatico – in nome di una maggiore giustizia sociale – gioverebbe senz’altro al rilancio del progetto europeo, a patto che ciascuno Stato si senta corresponsabile per la realizzazione di un modello le cui implicazioni si preannunciano di portata storica. Al contrario, sembra che la crisi derivante dallo scoppio della pandemia stia contribuendo ad esacerbare le tradizionali divisioni interne all’UE, anche in relazione al tema della lotta al cambiamento climatico. In particolare, Repubblica Ceca e Polonia hanno proposto una sospensione dello European Green Deal e dello European Emission Trading System (EU ETS), al fine di fronteggiare più agevolmente l’attuale crisi.

Tuttavia, ci sono anche importanti iniziative di segno opposto che fanno ben sperare: infatti, le Istituzioni europee hanno riconfermato il loro impegno a favore di una transizione green e anche alcuni Stati membri hanno fatto sentire la propria voce. Ben diciassette Ministri dell’Ambiente,provenienti da altrettanti Paesi UE (Austria, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Italia, Lettonia, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi, Portogallo, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia), hanno recentemente firmato un appello volto a riaffermare il loro sostegno nei confronti delle misure contenute nello European Green Deal, auspicando, pertanto, che quest’ultimo sia posto al centro della strategia per la ripresa economica post-pandemia.

L’assetto economico dell’Europa all’indomani del Covid-19 dipenderà soprattutto dalla capacità degli Stati membri e delle Istituzioni europee di comprendere l’urgenza di virare con decisione verso un nuovo modello di crescita, all’interno del quale l’economia circolare dovrà necessariamente rivestire un ruolo di primo piano.

Fonti

D’Alfonso A., European Green Deal Investment Plan: Main Elements and Possible Impact of the Coronavirus Pandemic, EPRS, European Parliament, April 2020.

Erbach G., Impact of the Coronavirus Crisis on Climate Action and the European Green Deal, EPRS, European Parliament, April 2020.

European Commission, Closing the loop – An EU action plan for the Circular Economy, COM (2015) 614, 2 December 2015.

European Commission, Report on the implementation of the Circular Economy Action Plan, COM (2019) 190, 4 March 2019.

European Commission, Sustainable Europe Investment Plan: European Green Deal Investment Plan, COM (2020) 21, 14 January 2020.

Ronchi E. et al., Rilanciare l’economia e l’occupazione in Italia con politiche e misure al 2025 per 5 obiettivi strategici della green economy, SUSDEF –  Fondazione per lo sviluppo sostenibile, Aprile 2019.

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