L’Epifania porta via tutte le feste? È quanto afferma un famoso adagio popolare. Ma, a dirla tutta, non è proprio così! Infatti, come dimenticarsi di Carnevale, che solitamente si celebra nell’arco di tempo che va dall’Epifania e il Mercoledì delle Ceneri che apre il periodo della Quaresima? Ma da dove deriva questa festività? 

Le origini del Carnevale

La festa del Carnevale ha origini antiche che risalgono all’uomo primitivo, la cui vita era legata al ciclo delle stagioni. Il periodo di Carnevale rappresentava il momento di passaggio tra l’inverno e la primavera. L’inverno in antichità era considerato un momento di scarsa abbondanza. Proprio per questo e per scacciare eventuali spiriti maligni, nel passaggio verso la bella stagione, si indossavano le maschere e si facevano dei riti propiziatori per assicurarsi abbondanza e prosperità durante la primavera[1]. Durante l’epoca greca, il Carnevale si accostava alle feste greche in onore di Dioniso, il dio del vino e del divertimento. Successivamente, in epoca romana, si usava celebrarlo con i Saturnali che erano riti religiosi per celebrare il dio Saturno.

Il Carnevale oggi 

Il Carnevale è ancora la festa dell’allegria, dove non possono mancare assolutamente le maschere e i travestimenti. In Italia sono famosi: il Carnevale di Venezia e di Viareggio. Questa festa non è però celebre solo nel nostro Paese: si festeggia anche in molte altre parti del mondo. In Europa, ad esempio, vi è il Carnevale slovacco, chiamato Fašiangy.

Alla scoperta del Carnevale slovacco

Nonostante le differenze regionali che caratterizzavano le usanze popolari, solitamente in Slovacchia, durante gli ultimi tre giorni di Carnevale, detti Ostatky, per tradizione non si lavorava, si suonava musica a partire dal pomeriggio o dalla sera e si ballava tutta la notte. Durante questo periodo si usava cucinarespecialità locali come carni affumicate, salsicce, maiale in gelatina, strudel e frittelle di vari tipi e nomišišky, pampúchy, fánky. Nel giorno del Martedì grasso, nelle varie regioni ci si travestiva e si usava andare in giro mascherati. Le maschere tradizionali erano rappresentazioni di animali: l’uro (Turoň), la capra (Koza), l’orso (Medveď) e il lupo (Vlk). A mezzanotte del Mercoledì delle Ceneri, si metteva il contrabbasso su un carro funebre e successivamente si seppelliva per raffigurare la fine dei divertimenti, delle musiche, dei balli e dell’ilarità.

I balli tipici

 Plesy o bályy potevano e possono tuttora essere organizzati dai rybársky,poľovnícky, hasičský ples,ovvero pescatori, cacciatori e pompieri; oppure dalle minoranze linguistiche, di cui un ballo molto noto è il tradičný maďarský bál, un ballo di tradizione ungherese. Vi sono poi le scuole che organizzano veri e propri maškarné bály (ballo in maschera).La tipica serata di carnevale consiste in canti, balli, cibo della tradizione con la musica dal vivo che non smette di suonare fino alba. 

Il profumano delle case slovacche durante il Carnevale

Ovviamente di vaniglia e olio bollente a causa delle frittelle. Le più tradizionali sono guarnite con abbondante marmellata di albicocche e con un velo di zucchero.


[1] https://www.buongiornoslovacchia.sk/index.php/archives/62199