Finlandia: il popolo dell’Orso.

La Rondine ry

I rituali finnici più antichi e tradizionali vedono come protagonista principale la figura dell’Orso. È proprio quest’ultimo l’animale sacro della tradizione finlandese, considerato, secondo la sua mitologia, l’antenato di tutta l’umanità. La Finlandia, considerato il popolo dell’Orso, riconosce perciò la sacralità e la purezza dell’animale.

L’Orso e le sue origini

Si raccontano diverse  miti sulla  nascita dell’Orso. Infatti, secondo alcune leggende, sarebbe nato da un mucchio di lana gettata sull’acqua da Ukko, il dio supremo dei finlandesi. Altri miti, invece, narrano di  una origine celeste, dalle spalle del Grande Carro, calato sulla Terra in un cesto dorato e mediante una corda d’argento.

L’Orso: umano

Archivi folklorici raccontano come l’orso  fosse considerato un animale dalle  caratteristiche umane per diverse ragioni. Innanzitutto, la struttura delle  zampe era simile a quella delle nostre mani. Inoltre, una volta scuoiato, le caratteristiche anatomiche ricordavano quelle umane.

… e sovrumano.

 Si credeva anche che gli orsi fossero  uomini  “stregati” e trasformati successivamente in orsi. Alcuni  cacciatori infatti, raccontavano anche di aver sentito che qualcuno aveva trovato una “cintura” o qualche altro oggetto sotto la pelle di un orso scuoiato. Molte leggende narrano di  alcuni finlandesi che erano dotati di poteri magici e fossero capaci di trasformarsi in orsi volontariamente, facendo un salto mortale o una capriola. Altre fonti indicavano addirittura che gli uomini, gli orsi e i picchi  appartenessero  “alla stessa famiglia”. Come spesso accade nelle culture che si tramandano prevalentemente in forma orale – le varianti di uno stesso mito, sono molte. Poiché l’orso fosse considerato un animale essenzialmente “umano”, rendeva necessario un rituale complesso, che incrociava elementi di riti di caccia, funerali, matrimoni e banchetti.

 In Finlandia era considerato addirittura superiore da un punto di vista fisico e magico rispetto agli esseri umani. Si pensava, infatti, che l’orso avesse  la stessa “mente” degli uomini e un’intelligenza addirittura “doppia”, era “nove volte più forte” degli esseri umani. L’orso aveva un udito e una vista soprannaturale e poteva sentire dalla tana quello che dicevano i cacciatori e seguire le loro azioni. Non gradiva essere chiamato con il suo “vero” nome, karhu e se un cacciatore lo pronunciava per errore, si risvegliava furioso. Il “re della foresta” preferiva essere chiamato con “nomi onorevoli” come “zampa di miele” – mesikämmen – ed era considerato addirittura un tietäjä, ossia un mago in grado di “incantare” i fucili.

L’Orso: il Signore della foresta

Nella mitologia finnica la caratteristica più importante dell’orso era comunque un’altra: il suo strettissimo legame con i metsänhaltiat, gli spiriti guardiani della foresta. Diversi spiriti femminili del bosco, come ad esempio Mielikki, Hongotar o la più tenebrosa Pohjan akka, erano considerate una delle possibili “madri” dell’orso o le “padrone” di un “gregge” di orsi e lupi che lo nutrissero durante il letargo. Essendo protetto dagli spiriti guardiani, esso partecipava alla  sacralità della foresta, che includeva elementi sia positivi che negativi. L’orso era “pieno” di metsän väki , ovvero di  “forza della foresta”, un potere magico e dinamico, in grado di attaccare gli esseri umani.

L’Orso e la sua sacralità

Un graffio delle zanne dell’orso poteva causare una malattia, provocata da questa stessa  forza magica. Malgrado però questo lato oscuro della foresta e della potenza del suo Signore, questi ultimi essendo “sacri” erano considerati anche puri e innocenti. La gente credeva che un orso normale fosse sempre innocente, incapace di far del male alle persone. L’orso che invece attaccava o uccideva i bovini o gli esseri umani, doveva essere stato stregato. Ma l’orso in sé rimaneva innocente; il vero responsabile, il malefico che agiva nell’ombra, era un altro essere umano: un esecrabile e invidioso stregone. Altro colpevole poteva essere inoltre colui che pronunciava il nome proibito, Karhu, per farlo infuriare e farlo scatenare contro il bestiame. Il possibile contrasto tra la comunità degli individui  e il mondo della foresta era dunque ricondotto a un conflitto fra due villaggi umani. L’orso e la foresta conservavano intatta la loro innocenza.

L’Orso: il Re degli animali

Nella mitologia nordica, specialmente nella poesia eddica, la figura dell’orso è da sempre stata al centro di ogni azione e reazione storica.  Dati zoogeografici riportano che gli orsi polari non avevano  dimora fissa,  ed erano comunque in grado di raggiungere   le coste nordiche a loro più adatte. Gli orsi, soprattutto nei rituali finnici, rappresentavano merce di scambio più importante della caccia nordica, grazie al  loro straordinario potere d’acquisto. Fonti medievali confermano questa tesi, aggiungendo che gli orsi erano gli animali più rari da catturare e che rappresentavano un dono pregevole, il più ambito da offrire ad un sovrano.

Gli orsi bianchi sono ancora oggi considerati una peculiarità della fauna groenlandese e per questa ragione sono ritenuti un’esclusiva risorsa naturale del nord . L’Orso, animale dalle mille virtù  e dall’intrepido coraggio, in passato  considerato un bene prezioso “da scambiare”, oggi è, invece,  riconosciuto come il Re degli animali nordici.

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