SPACE LAW E SPACE ECONOMY

LA NASCITA DEL DIRITTO SPAZIALE

Lo Space Law – in italiano diritto spaziale – regola le norme che disciplinano lo spazio extra-atmosferico e le risorse che vi si trovano. L’anno chiave per la nascita della storia dello spazio e della sua regolamentazione è il 1967.

CENNI STORICI

Tra il 1945 e il 1991, la conquista dello spazio è stata fortemente influenzata dalle graduali scoperte relative allo Spazio extra-atmosferico. In piena guerra fredda, l’esplorazione dello spazio non rappresentava soltanto una lotta per la supremazia tra USA e URSS, ma anche una vera e propria sfida per l’uomo.

Dagli anni Cinquanta in poi, infatti, le attività spaziali si sono estese a un crescente numero di settori collegati allo sviluppo sia tecnologico che scientifico. 

Il 13 dicembre 1958 l’Assemblea generale delle Nazioni Unite creò il Comitato delle Nazioni Unite per l’uso pacifico dello Spazio extra-atmosferico. Il Comitato, composto da diciotto Stati, aveva l’obiettivo di promuovere la cooperazione internazionale negli usi pacifici dello spazio.

Un anno dopo, il Comitato acquisì lo status di organo sussidiario permanente, in conformità alla Carta dell’ONU. La membership del Comitato è stata in seguito estesa più volte fino a superare quota settanta Stati.

Per quanto riguarda il diritto, inizialmente, nessuno strumento giuridico regolava l’esplorazione dello spazio e perciò la dottrina internazionale ipotizzò di utilizzare le norme consuetudinarie senza però attendere la formazione dell’opinio iuris sive necessitatis[1].

L’Assemblea generale però fornì ben presto delle linee guida per la regolamentazione dello Spazio extra-atmosferico, tramite la risoluzione 1962-XVIII del 13 dicembre 1963.

Questa risoluzione gettò le basi per il Trattato sui principi che governano le attività degli Stati in materia di esplorazione ed utilizzazione dello spazio extra-atmosferico compresa la Luna e gli altri corpi celesti, conosciuto anche come Trattato sullo Spazio extra-atmosferico[2],che fu stipulato fra gli Stati nel 1966 ed entrò in vigore nel 1967[3].

IL TRATTATO SULLO SPAZIO EXTRA-ATMOSFERICO

Tra i principi generali del Trattato rientrano:

  • Il principio di libero accesso e libero utilizzo dello Spazio extra-atmosferico;
  • Il criterio di non appropriazione dello spazio e dei corpi celesti;
  • Il principio di utilizzo pacifico dello spazio;
  • Il criterio di cooperazione internazionale tra gli Stati;
  • Il concetto di responsabilità statale per i danni causati dalle attività spaziali indipendentemente dal fatto che tali attività siano riconducibili allo Stato o a privati che operano sul territorio nazionale;
  • Il divieto per gli Stati firmatari di collocare armi nucleari od ogni altro genere di armi di distruzione di massa nell’orbita terrestre, sulla Luna o su altri corpi celesti, o di farle stazionare nello Spazio extra-atmosferico;
  • Il divieto di rivendicare risorse poste nello spazio, in quanto esse vanno considerate giuridicamente come una res communis[4].

Secondo il Trattato, inoltre, le attività condotte da enti non-governativi nello Spazio extra-atmosferico – inclusa la Luna e altri corpi celesti – sono soggette ad autorizzazione e alla continua supervisione da parte dello Stato di appartenenza, nonché firmatario del Trattato.

Gli Stati firmatari saranno responsabili, a livello internazionale, per le attività degli enti governativi e non-governativi e per la politica nazionale spaziale[5].

Le norme del Trattato sullo spazio extra-atmosferico sono state rafforzate da quattro successivi strumenti internazionali:

  • L’Accordo del 1968 sul salvataggio e il rientro degli astronauti e degli oggetti lanciati nello Spazio;
  • La Convenzione del 1972 sulla responsabilità̀ per danni causati da oggetti lanciati nello Spazio;
  • La Convenzione del 1974 sull’immatricolazione degli oggetti spaziali;
  • L’Accordo del 1979 che regola le attività degli Stati sulla Luna e gli altri corpi celesti;[6]
LA SPACE ECONOMY

Grazie all’evoluzione delle tecnologie spaziali tra la fine degli anni Sessanta e i primi anni Novanta, le potenzialità scientifiche ed economiche dei sistemi spaziali si sono rese evidenti. Questo ha portato alla nascita della cosiddetta Space Economy.

Con il termine Space Economy – in italiano economia dello spazio – ci si riferisce a quei settori produttivo e finanziario volti alla produzione e all’utilizzo di beni e di servizi, nonché allo sfruttamento delle risorse dello Spazio extra-atmosferico.

Nello specifico, la Space Economy rappresenta una frontiera nel campo dell’innovazione, che si realizza attraverso la combinazione di tecnologie spaziali e digitali. L’obiettivo è quello di sviluppare nuove idee nel campo della tecnologia e nel business, con un impatto notevole nei diversi settori interessati.

IL PIANO STRATEGICO ITALIANO

Anche l’Italia – come tanti altri Stati – ha definito un Piano strategico per la Space Economy in cui si prevede d’investire circa 4,7 miliardi di euro.

ATTUAZIONE

Il Piano è parzialmente confluito, come Piano a Stralcio Space Economy, nel Piano Imprese e Competitività del Fondo di Sviluppo e Coesione, proposto dal Ministero dello Sviluppo Economico ed approvato con delibera CIPE n.52/2016 del 1° dicembre 2016 che ha assegnato una prima dotazione di risorse: «pari a 360 milioni di euro, a valere sul Fondo Sviluppo e Coesione».

POLITICA SPAZIALE DELL’UNIONE EUROPEA

Anche l’UE ha investito moltissimo nelle politiche spaziali, dedicando alla tematica diversi programmi. La politica spaziale dell’UE si prefigge come obiettivo quello di dare impulso e crescita al settore scientifico, di ricerca e spaziale.

L’Unione Europea, per esempio, ha previsto quasi 16 miliardi da investire nel settore spaziale[7] e per il periodo 2021-2027 ha in programma di incrementare gli investimenti sullo spazio e le tecnologie digitali[8].

I PROGRAMMI DELL’UNIONE EUROPEA PER LO SPAZIO

Diversi sono i programmi dell’Unione Europea afferenti alle politiche spaziali. Tra i principali, sono da segnalare:

COPERNICUS, che è considerato il più avanzato sistema di osservazione della Terra a livello mondiale;

Il programma GALILEOche, incentrato sulla navigazione satellitare, fornisce dati di posizionamento globale estremamente accurati.

Un altro piano spaziale molto importante nell’ambito della UE è EGNOS: che fornisce agli utenti dei servizi di navigazione nel settore dei trasporti aerei, marittimi e terrestri in tutta Europa.

SPACE LAW E SPACE ECONOMY: UNA RIVOLUZIONE DA NON IGNORARE

Nonostante permangano – sia a livello nazionale che internazionale – grosse lacune normative in materia, la Space Law e la Space Economy e le attività spaziali a esse correlate, rappresentano un interesse nuovo, da non sottovalutare.


[1] Ovvero l’opinione che un determinato comportamento sia giusto e obbligatorio.

[2]Treaty on Principles Governing the Activities of States in the Exploration and Use of Outer Space, including the Moon and Other Celestial Bodies”. Detto anche OST.

[3] https://www.iai.it/sites/default/files/iaiq_01.pdf

[4] Termine latino derivato dalla legge romana che ha preceduto i concetti odierni dei beni comuni e dell’eredità comune dell’umanità.

[5] Treaty on Principles Governing OP.CIT

[6] Il trattato sullo spazio del 1967: passato, presente e futuro, in Rivista di diritto internazionale, 2018, pp. 205-213.

[7] https://ec.europa.eu/info/news/eu-budget-2021-2027-2019-jun-13_en

[8] https://www.consilium.europa.eu/it/policies/eu-space-programme/

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