Il meccanismo SURE

Unione Europea
Unione Europea sfondo celeste con in secondo piano altre bandiere

Il fenomeno epidemiologico del Coronavirus sta mettendo a dura prova l’Europa in modi che sarebbero stati impensabili fino a qualche mese fa.

La gravità e l’ampiezza di questa crisi richiedono, pertanto, una risposta senza precedenti in termini di rapidità, solidarietà e reperimento di risorse finanziarie.

Per attenuare l’impatto economico provocato dalla crisi e per consentire la ripresa dei Paesi dell’Unione Europea (UE), nelle scorse settimane la Commissione europea[1] ha adottato diverse misure per garantire agli Stati membri tutta la flessibilità necessaria a sostenere finanziariamente i propri sistemi sanitari, le imprese e i lavoratori.

In tal senso, una delle risposte concrete fornita dalla Commissione è stata quella di proporre l’introduzione del Support to mitigate Unemployment Risk in an Emergency (SURE[2]), ovvero un nuovo strumento che erogherà fino a 100 miliardi di euro sotto forma di prestiti agli Stati membri che ne avranno bisogno per la tutela dei redditi dei lavoratori.

Il meccanismo ha ottenuto l’approvazione del Consiglio “Economia e Finanza” (ECOFIN) lo scorso 19 Maggio 2020,entrerà in vigore non appena tutti gli Stati membri avranno espletato i diversi iter nazionali e resterà vigente  fino al 31 Dicembre 2022, con la  possibilità di proroga semestrale, in caso di necessità, per un periodo massimo aggiuntivo di dodici mesi[3].

Cos’è il sistema SURE?

Il sistema SURE è uno strumento di sostegno temporaneo per attenuare i rischi della disoccupazione nell’attuale contesto di emergenza ed è stato introdotto dalla Commissione europea nel tentativo di fornire un supporto finanziario a garanzia dei posti di lavoro, per un totale di 100 miliardi di euro sotto forma di prestiti concessi a condizioni favorevoli dall’UE agli Stati membri che ne faranno richiesta[4].

Questo meccanismo prevede un sostegno supplementare per il finanziamento dei regimi di riduzione dell’orario lavorativo attuati all’interno dei Paesi dell’Unione Europea.

Tali regimi consentono alle aziende in difficoltà economiche di ridurre temporaneamente l’orario di lavoro dei dipendenti ai quali viene erogato un sostegno pubblico al reddito per le ore lavorative non prestate.

Come funziona il meccanismo SURE?

Facendo seguito alla richiesta di assistenza finanziaria inoltrata da un Paese UE, la Commissione consulta lo Stato richiedente per verificare l’aumento della spesa pubblica direttamente connesso all’introduzione o all’estensione delle misure di riduzione dell’orario lavorativo.

L’analisi di tale incremento permette all’Istituzione europea di valutare le condizioni, l’importo e la scadenza massima del prestito da fornire al Paese che ne ha fatto specifica richiesta[5].

Una volta conclusasi questa fase iniziale, la Commissione sottopone al Consiglio dell’UE il piano di assistenza finanziaria per la relativa  delibera, a seguito della quale la prima raccoglie fondi sui mercati internazionali dei capitali per conto dell’Unione Europea per reperire le risorse necessarie a finanziare successivamente i prestiti concessi agli Stati membri richiedenti. 

Tale modalità operativa consente che i Paesi beneficiari possano far valere, a loro vantaggio, il buon rating di credito dell’UE, con la conseguenza di sostenere bassi costi di finanziamento e di aumentare la fiducia degli investitori esteri.[6]

Tutti gli Stati membri potranno avvalersi del meccanismo SURE, ma priorità verrà data ai Paesi maggiormente colpiti dalla crisi economica.

Il sistema delle garanzie 

I prestiti concessi attraverso il meccanismo SURE si baseranno su un sistema di garanzie volontarie fornite dagli Stati membri nei confronti dell’Unione Europea e, a tal proposito, lo stesso strumento entrerà in vigore una volta che tutti i Paesi UE si saranno impegnati in relazione a tali garanzie[7].

Tale sistema è fondamentale per conseguire la massima capacità di finanziamento, assicurando al contempo stabilità e solidità al meccanismo.

A tal fine, le garanzie devono prevedere  una copertura minima di 25 miliardi di euro, ovvero il 25% dell’importo massimo dei 100 miliardi finanziabile dall’UE.

Gli obiettivi perseguiti col meccanismo SURE

Questi prestiti aiuteranno gli Stati membri ad affrontare i possibili aumenti della spesa pubblica dovuti all’attivazione delle pratiche nazionali per il mantenimento e la salvaguardia dell’occupazione.

In tale prospettiva, il sistema SURE fornirà un supporto complementare ai Paesi UE per far fronte proprio all’aumento della spesa pubblica.

Nello specifico, i prestiti concessi agli Stati richiedenti concorreranno a coprire i costi direttamente connessi all’istituzione o all’estensione dei meccanismi nazionali di cassa integrazione o di altre misure analoghe, anche di carattere sanitario, per i lavoratori autonomi, introdotte in risposta all’attuale pandemia[8].

L’impegno della Commissione espresso nelle parole della Presidente Ursula von der Leyen

L’adozione del meccanismo SURE ha rappresentato una prima forte risposta, da parte dell’UE, alla crisi provocata dal Covid-19 in una materia – quella del lavoro – che ha dimostrato una particolare attenzione, da parte delle Istituzioni comunitarie, alla dimensione sociale, riavvicinando l’immagine dell’UE ai cittadini europei.

Citando le parole della Presidente della Commissione, Ursula von der Leyen:

La crisi del coronavirus che stiamo vivendo può essere affrontata solo con la risposta più incisiva possibile. Dobbiamo utilizzare tutti i mezzi a nostra disposizione Ogni euro disponibile nel bilancio dell’UE sarà reindirizzato alla gestione della crisi, ogni norma sarà semplificata per consentire ai finanziamenti di fluire in modo rapido ed efficace. I nostri sforzi si uniscono a quelli degli Stati membri per salvare vite umane e proteggere i mezzi di sussistenza. Questa è la solidarietà europea.[9]

Tali dichiarazioni dimostrano come sia in corso, all’interno dell’UE, un processo di analisi interna che si auspica possa far maturare e portare a una nuova fase del processo di integrazione europea maggiormente attento alla dimensione politico-sociale.


[1]                Ugo Villani, Istituzioni di Diritto dell’unione europea, 6 edizione, Cacucci Editore, Febbraio 2020

[3]                https://www.eunews.it/2020/05/19/

[4]             https://ec.europa.eu/commission/presscorner/detail/it/qanda_20_572

[5]                https://ec.europa.eu/commission/presscorner/detail/it/IP_20_582

[6]                ibidem

[7]                https://ec.europa.eu/info/sites/info/files/economy-finance/sure_factsheet.pdf

[8]                https://www.eunews.it/2020/05/19/

[9]                https://ec.europa.eu/commission/presscorner/detail/it/IP_20_582

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