Settembre 2021: Germania al voto. CDU ancora una volta a capo del governo tedesco?

foglio per le elezioni con sopra un dado e tre pedoni colorati come la bandiera tedesca
Elezioni tedesche – Settembre 2021

A metà gennaio Armin Laschet è stato eletto segretario della CDU – Christlich Demokratische Union Deutschlands –, il partito della cancelliera uscente Angela Merkel. Il prossimo 26 settembre si terranno le elezioni federali tedesche, che porteranno alla formazione di un nuovo governo. 

In questo “super anno elettorale” per la Germania, l’Osservatorio Germania-Italia-Europa (OGIE) ha preso parte, lo scorso 18 marzo, all’incontro organizzato dalla Rappresentanza in Italia della Konrad Adenauer Stiftung (KAS), in collaborazione con la Fondazione Bettino Craxi, dal titolo “La Germania verso il voto”.  

Elezioni all’insegna della pandemia

L’incontro è stato introdotto dal Dottor Nino Galetti, Direttore della Rappresentanza in Italia della KAS. Durante il dibattito, moderato da Isabella Bufacchi, corrispondente in Germania del “Sole 24 ore”, sono intervenuti la Dottoressa Simone Grossner, Direttrice del Dipartimento Strategia della CDU a Berlino, e Mario Barbi, Direttore della rivista “Le sfide”. 

Con le elezioni del 2021, dopo la nomina del nuovo leader del partito Armin Laschet, i risultati registrati in alcuni Länder consentono di fare una previsione sui possibili esiti elettorali di settembre. Seppur sia necessario considerare le conseguenze dell’attuale momento storico caratterizzato dalla pandemia di Covid-19, emerge con chiarezza un malcontento per lo storico partito della CDU. 

Gli effetti dell’attuale pandemia sui risultati elettorali, tuttavia, non sono stati uniformi. La Dottoressa Grossner ha sottolineato come la crisi attuale abbia, talvolta, avvantaggiato quei partiti che già governano alcuni Länder, come nel caso del Primo Ministro dei Verdi del Baden-Württemberg, che ha visto riconfermato il suo mandato. La necessaria digitalizzazione della campagna elettorale, dovuta all’impossibilità di dialogare con l’elettorato attraverso le tradizionali iniziative organizzate sul territorio, ha reso più complessa la presentazione dei programmi politici, soprattutto con riguardo ai partiti di opposizione.   

La Direttrice del Dipartimento Strategia della CDU ha messo in evidenza come sia opportuno tenere conto anche delle ripercussioni sociali della campagna vaccinale in Germania. La sua gestione, talvolta non ottimale, ha contribuito ad incrementare il malcontento popolare, peggiorando nettamente – rispetto al marzo dello scorso anno – la percezione dei cittadini tedeschi circa la gestione delle politiche pubbliche.  

In quest’anno cruciale che segna la fine dell’“Era Merkelle elezioni sono state definite come un invito ad un nuovo inizio.  

Laschet ha già evidenziato come sia necessario un rinnovamento, nel solco delle politiche adottate dalla cancelliera. Diversi anche i temi toccati. Un tempo l’attenzione era rivolta a questioni di carattere sociale, quest’anno le tematiche in rilievo riguardano le misure di contrasto alla pandemia, la lotta al cambiamento climatico e gli strumenti economici per la ripresa del Paese.  

Quanto al panorama elettorale, affianco ai due blocchi tradizionali, quello dell’SPD – Sozialdemokratische Partei Deutschlands – e della CDU, ora, per la prima volta, ne è emerso un terzo, quello dei Verdi (Grüne)

Le elezioni in Sachsen-Anhalt e l’AfD 

La designazione del candidato cancelliere avverrà nel periodo tra Pasqua e Pentecoste, secondo le intenzioni espresse da Laschet e Söder, capigruppo di CDU e CSU (Christlich-Soziale Union in Bayern). Se Laschet sarà il candidato, secondo le previsioni della Dottoressa Grossner, le probabilità di vittoria non saranno basse. 

Nel Sachsen-Anhalt rimangono, poi, le questioni connesse alla forte opposizione del partito Alternative für Deutschland (AfD). Tale questione non va però sopravvalutata, posto che il Land in questione, demograficamente, influisce sul risultato elettorale in maniera inferiore rispetto ad altri Stati federati come quello del Baden-Württemberg.  

La moderatrice dell’evento ha ricordato come, nelle ultime elezioni, l’AfD – un partito sostanzialmente anti-europeista, nazionalista e, allo scoppio della pandemia, “no mask” – abbia sensibilmente perso consensi, rivelando la possibilità di una riacquisizione, nella CDU, di una parte dell’elettorato di destra. Al riguardo, la Direttrice Grossner ha precisato come sia necessario prestare molta cautela in tema di previsioni circa i nuovi possibili voti acquisti nell’ala della CDU.  

La perdita di consensi in capo all’AfD sarebbe da attribuirsi, piuttosto, all’atteggiamento del partito dinanzi la pandemia. Contrariamente a quanto sostenuto dai suoi stessi leader, la popolazione tedesca ha preso coscienza della rilevanza del fenomeno pandemico, i cui effetti non possono certamente essere ignorati.  

Al termine dell’attuale periodo emergenziale, i temi più discussi riguarderanno la disoccupazione, il clima e la gestione dei flussi di profughi e migranti; su queste questioni, gli elettori saranno chiamati ad assumere una posizione e ad esprimere le loro priorità.  

Le possibili coalizioni di governo 

I sondaggi parlano chiaro: i Grüne sono in “pole position”. È bene considerare che i consensi per la CDU, nel periodo antecedente alla pandemia, si attestavano al di sotto del 30%; con lo scoppio dell’emergenza Covid vi è stata una rinnovata fiducia per il partito, che oggi, però, si trova sostanzialmente delle medesime condizioni pre–emergenza. 

L’attuale situazione, tuttavia, deve essere interpretata come uno stimolo, che imponga di lavorare per conquistare l’elettorato e dedicarsi al futuro della Germania e dell’Europa. 

Per quanto riguarda le alleanze, secondo il parere degli ospiti del dibattito, l’opinione pubblica si è espressa anche per una possibile coalizione “a semaforo”, più ampia, in chiave di rinnovamento dopo sedici anni di governo CDU. 

Interrogativi su questioni ancora aperte 

Il Dottor Barbi, avviando una riflessione circa le prossime sfide in Germania, ha sottolineato l’importanza delle elezioni tedesche anche per il resto dell’Europa, avanzando interrogativi in merito ai temi che avranno maggiore incidenza sul risultato elettorale di Settembre. 

Il filo conduttore, secondo il relatore, sarà la pandemia, che ha sollevato un malcontento nell’elettorato. Nonostante il governo possa riuscire, nei prossimi mesi, a contenere gli effetti dell’emergenza Covid-19, non sarà facile riconquistare il consenso degli elettori.  

Un obiettivo primario, che potrebbe contribuire a rivalutare positivamente l’immagine della CDU, è costituto dalla riapertura degli istituiti scolastici, prevista per agosto.  

A rendere particolarmente incerte le previsioni elettorali, inoltre, è l’assenza dei nomi dei candidati: fino ad ora, solo l’SPD ha reso noto il nome del suo esponente, mentre i nomi degli altri leader si avranno non prima di Pentecoste. Sul punto, si è discusso di un possibile governo con a capo i Grüne; tuttavia, la mancanza di un candidato ufficiale rende ancora particolarmente vaga ogni possibile previsione.  

Per la prima volta dal dopoguerra, il cancelliere uscente non sarà il candidato alle elezioni del proprio partito e tale circostanza potrebbe giocare un ruolo fondamentale per la CDU.  

Gli interrogativi concernono prioritariamente le possibili divergenze tra le vecchie e le nuove politiche della CDU, temi sui quali sarà incentrata la campagna elettorale.  

Con riferimento all’ultimo dei punti citati, la percezione è che in Germania si sia creato un comune senso ecologista-radicale, tale da imporre al centro della campagna elettorale il tema del “Klimaschutz”, ossia del cambiamento climatico.  

Il ravvicinamento italo-tedesco, dovuto anche al nuovo approccio meno rigoroso adottato dalla Germania, potrebbe costituire un’opportunità per implementare il dialogo anche all’esito del periodo pandemico.  

Finanze, valori fondanti della CDU e temi europei: le questioni poste dal pubblico

Riguardo al tema delle finanze pubbliche Angela Merkel è sempre stata considerata una mediatrice. Ci si chiede se la nuova leadership CDU sarà più rigorosa sul punto, oppure se seguirà le orme della cancelliera uscente, soprattutto in seguito alla dura critica tedesca espressa nei confronti del Commissario europeo Gentiloni, per la proposta di allentare il Patto di stabilità e di crescita nell’Unione Europea.  

Il dibattito all’interno della CDU/CSU sul tema è particolarmente vasto e si divide principalmente in due correnti: chi auspica un maggiore rigore e chi, invece, considerando la Germania quale motore d’Europa, sposa una linea più mitigata, ammettendo la concessione di più ampi contributi.  

Ancorché sia difficile prevedere l’esito della linea che prevarrà, la nuova guida del partito si è mostrata particolarmente incline a consolidare il rapporto con l’Europa.  

Nel corso del dibattito si è riflettuto sulle ragioni della perdita di consensi elettorali, la quale negli ultimi anni ha caratterizzato la CDU. Sul punto, ci si è chiesti se la dispersione elettorale sia dovuta alle linee più neo-liberali che recentemente la CDU sembra aver sposato e dunque, ad un possibile distanziamento del partito dai tradizionali valori democristiani. 

Al riguardo, si è sottolineato come nonostante la linea sia quella di un rinnovamento, ciò non implica il ravvicinamento a posizioni neo-liberali. La riflessione si pone sul solco di una più ampia contestazione, che sostiene che vi sia stato un avvicinamento del partito alle posizioni di centro.  

Quanto alle priorità della futura campagna elettorale, ci si è chiesti in che misura i temi europei saranno tenuti in considerazione, anche in rapporto all’attuale situazione emergenziale. Sul punto, è stato sottolineato come nonostante in Germania vi sia un forte sostegno per l’Unione Europea, i temi principali delle elezioni afferiscono a questioni di carattere prettamente nazionale, quali il livello di disoccupazione o le politiche sugli affitti, che diventano sempre più elevati. 

Il caldo intenso delle ultime due estati, inoltre, ha posto al centro del dibattito le questioni ambientali e climatiche. Probabilmente, a ciò si ricollega la vittoria dei Verdi, ma anche la CDU potrà avere successo, se riuscirà a conciliare la crescita economica alla tutela del clima. 

In ultimo, ci si è chiesti se siano prospettabili future divergenze tra la cancelliera in carica ed il candidato cancelliere dello stesso partito. Al riguardo, osservando le sedute del partito, non sono emerse, attualmente, contraddizioni tra i leader. Sotto un altro profilo, le dimissioni di Annegret Kramp-Karrenbauer, Ministro della difesa tedesca ed ex Presidente della CDU, hanno costituito un forte segnale per il partito, il quale ha risposto incrementando il suo sostegno sia la Merkel sia per Laschet.  

Con quest’ultima riflessione si è concluso il dibattito circa le prossime elezioni federali tedesche, con l’auspicio che vi siano prossime occasioni per approfondire l’argomento ed esplorarne ulteriori aspetti. 

 

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