Muro di Berlino. Riflessioni a 30 anni dalla caduta

Persone sedute attorno a un tavolo in occasione di una conferenza
Treccani

Dialoghi italo-tedeschi: presentazione del volume di Christiane Liermann Traniello, Ubaldo Villani-Lubelli e Matteo Scotto.

Lo sfondo di una delle magnifiche e suggestive sale dell’Istituto della Enciclopedia Italiana Treccani, lo scorso 5 dicembre ha accolto la presentazione del volume „Italia, Germania e l’unità europea. Riflessioni a trent’anni dalla caduta del Muro di Berlino” pubblicato da Christiane Liermann Traniello, Ubaldo Villani-Lubelli e Matteo Scotto (ed. Franz Steiner Verlag).

Il dialogo italo-tedesco è stato arricchito dalle considerazioni di diversi ospiti, tra cui l’Ambasciatore della Repubblica Federale di Germania in Italia, Viktor Elbling, e il Segretario generale di Villa Vigoni, Christiane Liermann Traniello, regalando al pubblico presente e al nostro Osservatorio diversi spunti di riflessione, insieme a un’atmosfera molto positiva e ottimista.

Le relazioni tra Germania e Italia:
“due lame di forbici si avvicinano e si allontanano a seconda del momento”

Tra lo stupore del pubblico per gli affreschi cinquecenteschi di Sala Igea, l’evento si apre con la voce del Direttore generale dell’IstitutoMassimo Bray, che pone l’attenzione sin da subito sulle relazioni che attualmente intercorrono tra Italia e Germania, e sulle prospettive future che un rapporto così forte e intenso può dare, solidificandosi sempre più. Quello tra Germania e Italia è un legame che in passato ha favorito un notevole scambio interdisciplinare attraverso l’intrecciarsi di numerosi campi del sapere, dal filosofico al politico, sino a giungere alle arti figurative; un’unione caratterizzata anche da conflitti causati da ideologie estremiste e sfociati in terribili tragedie. Ciononostante, come suggerisce l’immagine regalataci da Graziella Romano, trattasi di due Paesi che, come due lame di forbici si avvicinano e si allontanano a seconda del momento, della prospettiva dalla quale si osservano, ma che restano necessariamente e inevitabilmente legati, così da esprimere e massimizzare il proprio potenziale e l’efficacia delle proprie azioni nella politica internazionale. 

I temi trattati

Diversi gli argomenti toccati durante l’evento: dalla crisi europea alla nazionalizzazione vestita da sovranismo; quanto però ha rappresentato un’importante occasione di riflessione per l’Osservatorio Germania-Italia-Europa è senza dubbio l’importanza data al processo d’integrazione europea, uno dei capisaldi e degli ambiti di interesse fondanti del nostro Osservatorio che mira ad analizzare le relazioni tra Germania e Italia a livello bilaterale e nel più ampio quadro europeo, tentando di sviluppare, al contempo, proposte concrete o possibili soluzioni alle sfide più urgenti del nostro tempo.

Il significato della Caduta del Muro di Berlino

Più proiettate verso quel che la Caduta del Muro ha significato e aperte al discorso sul processo d’integrazione europea sono le parole dell’Ambasciatore Elbling: 
«Con sguardo rivolto verso la Germania, dietro questi 30 anni, c’è un processo che non è finito. Questo è il senso dell’Unificazione di Berlino, della Germania, dell’Unione Europea e di tutto ciò che è affine alla Guerra Fredda. Se è stato un successo? È una domanda che resta un po’ “rotta”: non può esserci un successo se il processo stesso non è terminato».
Secondo l’Ambasciatore, infatti, l’Unificazione tedesca va vista all’interno del contesto europeo: si tratta di un processo che si è costruito attraverso una serie di avvenimenti come la Rivoluzione ungherese nel ’56, la Primavera di Praga nel ’68, la Rivoluzione di Velluto nell’’89 che, insieme ad altri eventi ed episodi costituiscono le tessere del puzzle che compone la Storia comune dell’Unione Europea.

I traguardi raggiunti dall’UE

Sebbene si avverta un senso di crisi europea quando si parla di integrazione e si tenda ad essere troppo critici nei confronti dei traguardi raggiunti, in realtà molti sono stati i passi avanti: ricordiamo, infatti, che l’Unione Europea è riconosciuta per l’alta qualità di vita di cui godono i suoi cittadini in confronto al resto del mondo e, in diversi ambiti (si veda l’attenzione posta sui temi della Sicurezza e del Sociale, sul cambiamento climatico e sul Green New Deal, sul fenomeno migratorio) potrebbe/dovrebbe innalzarsi a modello ed esempio.

Un vaccino contro le ideologie estremiste e violente?

Pensando alla storia tedesca, spiega Elbling, si crede che ormai siamo vaccinati contro certe ideologie estremiste e violente, eppure il panorama politico tedesco vede la (preoccupante) presenza di un partito di estrema destra, l’Alternative für Deutschland (AfD), i cui risultati elettorali non sono da sottovalutare. Nelle ultime elezioni locali in Germania, tenutesi nel settembre 2019, il partito ha ottenuto un risultato elettorale non indifferente, specialmente nei Länder di Sassonia e Brandeburgo: nella prima, il partito è arrivato secondo con una percentuale del 27,5%, immediatamente dopo la Christlich Demokratische Union Deutschlands (CDU) della Merkel, e in Brandeburgo di nuovo secondo, dietro alla Sozialdemokratische Partei Deutschlands (SPD), con il 23,5%. Lo scorso 26 maggio 2019, alle ultime elezioni europee, l’AfD ha riscosso il 10,5% a livello nazionale. Dunque, vedendo questi risultati, si nota che forse bisognerebbe prestare maggiore attenzione a come vengono affrontate le tematiche del razzismo, delle discriminazioni, della xenofobia all’interno delle nuove generazioni e, come spiega la senatrice a vita Liliana Segre nel discorso tenuto al Parlamento europeo di Bruxelles, «continua[re] a combattere il razzismo strutturale che resta».

Il concept del volume

Ubaldo Villani-Lubelli, storico delle istituzioni politiche presso l’Università del Salento, tra gli autori del libro, parla della forza motrice che ha portato alla creazione del volume Italia, Germania e l’unità europea. Riflessioni a trent’anni dalla caduta del Muro di Berlino: «Ci ha spinto il legame che c’è tra la caduta del Muro e il processo di integrazione europea: se da una parte la caduta del Muro ha un ovvio legame con la storia interna della Germania, dall’altra c’è anche un’altra storia legata al processo d’integrazione europea».
È un invito per il lettore a riflettere sul legame tra i due Paesi – Italia e Germania – e su cosa accade oggi. Spesso si mette in discussione l’ordine democratico liberale venutosi a creare sul Vecchio Continente all’indomani del 1989: le conseguenze politiche, geopolitiche, economiche e chiaramente anche culturali non sono state ancora del tutto assorbite dai cittadini. Con la conclusione della Seconda guerra mondiale e la formazione dei due blocchi si era prodotto un certo equilibrio, che contribuì a far scoccare la scintilla dell’integrazione europea. Tuttavia, quello stesso equilibrio è venuto meno a seguito della caduta del Muro e dell’implosione dell’Unione sovietica.

La Caduta del Muro di Berlino e l’UE

Con il crollo del blocco sovietico e la Riunificazione della Germania si gettarono le premesse del nuovo slancio del processo di integrazione europea, che hanno portato poi alla definizione degli obiettivi dell’Unione – che afferma e promuove i suoi valori e interessi, contribuendo alla protezione dei suoi cittadini (anche nel suo relazionarsi con il resto degli attori facenti parte della Comunità internazionale), si concentra sulla pace, sulla Sicurezza, sullo sviluppo sostenibile della Terra, sulla solidarietà̀ e sul rispetto reciproco tra i popoli, sul commercio libero ed equo, sull’eliminazione della povertà e sulla tutela dei diritti umani – e a nuovi traguardi come la costituzione di un’Unione economica e monetaria (UEM) e dell’Euro.
Eppure, sono ancora molti i passi avanti di cui l’Unione necessita affinché ogni cittadino possa sentirsi parte di essa oltre che membro di una comunità di valori e di intenti e non “solo” di un grande mercato unico: il dialogo aperto tra tutti gli Stati membri; il rafforzamento del ruolo dell’UE nel panorama internazionale; la capacità – anche e soprattutto in un momento di crisi come quello attuale, causato dall’emergenza Covid-19 – di parlare e agire in maniera compatta e senza ritardi di fronte alle sfide del nostro tempo, guardando in primis ai cittadini dell’Unione e utilizzando e sviluppando (anche in maniera creativa) strumenti e politiche in grado di attenuarne l’impatto socio-economico e le relative conseguenze.

Interviste

L’intervento del Segretario generale di Villa VigoniChristiane Liermann Traniello, ci porta nel vivo del libro: l’intervista a due studiosi tedeschi dell’Università di Bonn, il politologo Tilman Mayer e il sociologo Clemens Albrecht, nella quale si discute il periodo storico che ha inizio con la caduta del Muro di Berlino, concentrandosi sul rapporto tra Italia e Germania e sui i ruoli che entrambe hanno all’interno del contesto europeo.
Dopo la Caduta del Muro, si era intrapresa una strada in ascesa per il processo d’integrazione europea, colma di euforia e speranza. Sfortunatamente questo percorso sembra subire oggi un rovesciamento totale, dando spazio al ritorno del concetto di Stato nazionalista e di una ri-nazionalizzazione che si veste da sovranismo. Questa, secondo i due studiosi, non è che una risposta all’illusione e all’euforia del periodo precedente; questo ritorno può, a loro parere, rappresentare, per i Paesi dell’ultimo Grande Allargamento, il desiderio di ottenere l’autonomia mancata, senza però «copiare il modello occidentale e cadere da una supremazia all’altra»
Il Segretario generale di Villa Vigoni, autrice anche di un interessante intervento sulla complessa relazione tra i Santi romani e i loro spettatori protestanti all’interno del libro Von der Gegenwart der Ewigkeit. Festschrift für Bernd Roeck, aggiunge:
«La seconda parte [del volume, ndr.], invece, si dedica ai rapporti italo-tedeschi, e i due studiosi sono convinti che questa stabile e solida amicizia di lunga data si estenda su moltissimi piani della vita quotidiana: dalla cultura all’economia. Certo notano però che, a partire dal 1989, le vie dei due Paesi si sono divaricate. L’Italia, dice Mayer, si sente rimessa in serie B e pensa che alcune animosità attribuite al fenomeno tedesco siano un rapporto di élite».

Una relazione “particolare e speciale

In conclusione, per citare l’Ambasciatore Michele Valensise, Presidente di Villa Vigoni, «è innegabile l’esistenza di un rapporto “particolare e speciale” tra Italia e Germania, rafforzato dal parallelismo che caratterizza le loro rispettive storie».[1]
Il dipinto del 1828 Italia e Germania di Friedrich Overbeck, esposto nella Neue Pinakothek di Monaco di Baviera, simboleggia l’amicizia dei due Paesi sotto le sembianze di due donne reciprocamente affettuose, esattamente un cinquantennio prima che gli Stati nazionali del Regno d’Italia (1861) e dell’Impero tedesco (1871) arrivassero all’unificazione. A livello storico, ambedue gli Stati hanno affrontato forti parentesi autoritarie: da una parte quella fascista, dall’altra quella nazista. Poi, nel secondo dopoguerra, la sintonia tra partiti democristiani dei due Stati, così come l’intesa tra personalità come Konrad Adenauer e Alcide De Gasperi o Emilio Colombo e Hans Dietrich Genscher, hanno portato alla costruzione e allo sviluppo dell’Europa unita.

Friedrich Overbeck, Italia e Germania, 1811-1828 (Schweinfurt, Museo Georg Schäfer)

Chiaro, dunque, che la storia dei rapporti italo-tedeschi ha influenzato e continua ad influenzare la formazione (costruzione) e il processo di integrazione in seno all’Unione Europea. La presenza di alti e bassi, di momenti bui e negativi, non deve tuttavia ridurre l’importanza dello straordinario apporto culturale e dello scambio di pensiero che ha caratterizzato questi anni, e, soprattutto, non deve oscurare le opportunità future che potrebbero nascere dalla relazione tra Italia e Germania. Al contrario, bisognerebbe ritrovare quel sentimento di vicinanza, quell’euro-entusiasmo che legava l’opinione pubblica italiana al processo di integrazione europea e che faceva sì che fossero pochi quelli che si dicevano euroscettici. Un’opinione pubblica matura e informata eviterebbe il proliferare dei populismi e delle formazioni euroscettiche. 

Informarsi, formarsi e comunicare

Noi, giovani dell’Osservatorio Germania-Italia-Europa, da diversi anni ci impegniamo su questo fronte, seppur nel nostro piccolo, mettendoci in gioco in prima persona, organizzando eventi per approfondire tematiche attuali e d’interesse, affinché tutti possano comprenderle a pieno e, al contempo, presentando i risultati dei nostri studi. L’invito che facciamo ai nostri amici europei è questo: informarsi, formarsi e comunicare «per costruire, non per distruggere; per incontrarsi, non per scontrarsi; per dialogare, non per monologare; per orientare, non per disorientare; per capirsi, non per fraintendersi» (come ha invitato a fare papa Francesco[2]), perché, come suggerisce invece Piero Angela nell’explicit del suo libro Quark Economia, «Creare un’opinione pubblica matura e informata vuol dire creare un terreno più fertile per le trasformazioni».


[1] Bruno, S., “Allineare la percezione alla realtà“, in Osservatorio Germania-Italia-Europa – OGIE, 14.10.2019. 
[2] Sc., “Papa Francesco: ‘No al cibo avariato delle fake news. La comunicazione non semini odio, né sia megafono per chi urla di più’”, in Il Fatto Quotidiano, 18.5.2019.

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